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Ieri 3 aprile Il telefono cellulare ha compiuto 40 anni

Le cabine telefoniche, è sotto gli occhi di tutti, sono una specie in via d’estinzione, ma vi siete mai chiesti perché?

Naturalmente è colpa del telefono cellulare, invenzione che il 3 aprile 2013 compiuto  la bellezza di 40 anni.

Il 3 aprile 1973 un certo Martin Cooper, allora dipendente di Motorola, fece la prima chiamata in pubblico con il primo telefono cellulare mai costruito, ovvero il Motorola DynaTAC.

Pesante 1.3 chilogrammi, quel telefono non era per nulla maneggevole, ma quella telefonata, partita dalla strada di NewYork e indirizzata a Joel Enge, capo dei centri di ricerca rivali della Bell, aveva una portata storica oltre che una certa dose di sbeffeggiamento nei confronti di uno dei giganti della telefonia dell’epoca.

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ipad 3 aggiornamenti

Disperazione tra i fan dell’i-Pad: dovranno rassdegnarsi ad aspettare ancora. Apple ha dovuto annunciare che le consegne dei nuovissimi tablet non riescono a fronteggiare le richieste. Anche chi lo aveva comprato in anticipo dovra’ sospirare ancora un po’ per poterci smanettare sopra nonostante la promessa di cominciare le consegne in concomitanza con il lancio mondiale del nuovo i-pad.
Secondo il sito web di Apple, non sara’ possibile evadere le consegne prima di venerdi’, ma in molti casi coloro che avevano prenotato dovranno aspettare almeno fino a lunedi’ 19.
I prezzi saranno gli stessi dell’i-pad2, che restera’ in vendita con il prezzo ridotto di un centinaio di dollari.

Truffa su Facebook, ATTENZIONE al falso contest: “Apple regala 10’000 prodotti”


Facebook sta diventando ogni giorno che passa sempre di più anche un “ottimo” ricettacolo per “ladruncoli dell’ultima ora” e per società più o meno grandi che della “truffa” ne hanno fatto vero motivo di vita. L’ultimo caso vede come ignara protagonista, la nostra amata Apple e un’oscura società tedesca, tale Planet49 GmBH. Il concorso truffaldino? “Apple regala 10’000 prodotti per i nostri affezionati clienti”.

Un titolo malignamente evocativo che sta traendo in inganno anche gli utenti più esperti. Per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso segnalare il fatto anche per spiegarvi esattamente come si “manifesta” l’inganno.

Naturalmente il tutto si basa sulla viralizzazione, si riceverà quindi, in primis un invito generato da una certa Apple Regala, quindi cliccandoci su e dando quindi l’erroneo consenso al trattamento dei propri dati, si aprirà il classico “specchietto per le allodole” con su finti premi del calibro di iPhone 4, iPad 2 e iMac. In seconda istanza, per dare l’ok alla partecipazione alconcorso, verrà richiesto di diffondere l’invito ai propri account, quindi ecco comparire il pulsantino, “Sblocca la pagina e ricevi il tuo prodotto Apple”.

E poi….poi il nulla più assoluto, solo banner pubblicitari che permettono alla poco onesta azienda tedesca di guadagnare bei soldoni dalle visualizzazione dei numerosi spot.

Il nostro invito è quindi quello, dopo aver letto l’articolo, di diffonderlo il più possibile su Facebook, in modo da premiare le numerose società oneste e smascherare chi con il loro comportamento, da l’alibi ai “censori” della rete, di ingessare uno dei pochi media ancora in parte libero.

Alfredo  Cappa , 23 febbraio 2012

Canone RAI sui pc e smartphone?

Canone RAI, interrogazione sui PC

Presentata un’interrogazione parlamentare. Quali dispositivi sono effettivamente obbligati al pagamento? Alle aziende è stato chiesto di pagare per i computer degli uffici

Roma – La bufera sul cosiddetto canone speciale della RAI è tornata ad imperversare tra le più svariate categorie professionali. I senatori Donatella Poretti e Marco Perduca hanno recentemente presentato il testo di un’interrogazione ai ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e finanze.

Bisogna davvero pagare il canone anche per i personal computer? Stando al testo dell’interrogazione, “a partire dal febbraio 2012, numerose aziende e uffici hanno ricevuto una missiva da parte della RAI in cui si richiede il pagamento del canone TV per la detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi computer collegati in rete (digital signage e similari), indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti”.

A partire dal marzo 2007, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC) ha più volte interpellato gli organi competenti per sapere nello specifico quali apparecchi siano effettivamente soggetti al canone/tassa oltre il televisore. Le risposte ricevute nel corso degli anni sono state spesso “varie e contraddittorie”.
“A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone – aveva sottolineato alla fine del 2010 l’ex-ministro Paolo Romani – perchè, ragionevolmente, se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio TV”. In sostanza, il canone RAI sarebbe stato imposto al di là del possesso di un apparecchio radiotelevisivo.

Vibranti le proteste di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti) contro “l’imposizione del tributo sul possesso non solo di televisori ma anche di qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale TV, inclusi monitor per il PC, videofonini, videoregistratori, iPad, addirittura sistemi di videosorveglianza. Come dire che basta avere un computer per essere costretti a pagare una somma che, a seconda della tipologia di impresa, va da un minimo di 200 euro fino a 6mila euro l’anno”.

L’interrogazione presentata dai senatori Poretti e Perduca vorrebbe ora sapere “se il ministero dello Sviluppo Economico ha concluso il proprio approfondimento tecnico giuridico in merito a quali apparecchi, oltre al televisore tradizionale, siano soggetti al pagamento del canone TV”.

“Ove tale approfondimento sia giunto a termine – si legge nel testo – quali apparecchi sottoelencati presuppongono il pagamento del canone di abbonamento: videoregistratore, registratore dvd, computer senza scheda tv con connessione ad Internet, computer senza scheda tv e senza connessione Internet, videofonino, tvfonino, iPod e apparecchi mp3-mp4 provvisti di schermo, monitor a se stante (senza computer annesso), monitor del citofono, modem, decoder, videocamera, macchina fotografica digitale”.

E ancora, in conclusione: “ove invece tale approfondimento non sia ancora giunto a termine, cosa intenda fare il Governo per rimediare al comportamento illegittimo della concessionaria del servizio pubblico, la quale chiede il pagamento del canone speciale anche per personal computer collegati in rete”.

Rumors iPAD 3

ipad 3 display mr ruler iPad 3: gli scatti al microscopio del Retina DisplayNuovi aggiornamenti per quanto riguarda il famoso Retina Display di iPad 3. Non è chiaro in che modo, ma MacRumors sarebbe riuscita a mettere le mani sul display di quello che, stando al sito, è senza ombra di dubbio lo schermo che finirà montato su un iPad 3. A confermarlo ci sarebbe la caratteristica dimensione dello schermo, 9,7 pollici, e la posizione delle viti, che sarebbe differente da quella vista in iPad 2 e coinciderebbe con quella fotografata nelle immagini dei nuovi componenti circolate di recente sulla rete.

Ad occhio nudo lo schermo può sembrare uguale a quello già visto su iPad e iPad 2, ma mettendo il display sotto un microscopio si può notare che, paragonando due celle di uguali dimensioni, si evidenziano da un lato 4 pixel (una cella 2×2) mentre sul nuovo display la stessa superficie è occupata da 16 pixel (una cella 4×4): “Siccome avevamo solo un display di iPad 3 senza alcun modo per accenderlo, scattare fotografie di alta qualità dei pixel è stato difficile. Ciò nonostante, anche con le scarse condizioni di luminosità, è possibile facilmente vedere i pixel su ogni display (composto dagli elementi blu, verde e rosso).

Megaupload chiude, ma il file sharing continua

Megaupload chiude, ma il file sharing continua

Nel corso delle ultime settimane il mondo del file sharing è stato coinvolto da un vero e proprio terremoto il cui epicentro va identificato nell’arresto di Kim Dotcom e nel sequestro delle sue creature più note, i servizi Megaupload eMegavideo utilizzati da milioni di utenti.

Eppure, nonstante la recente ondata repressiva condotta dalle forze dell’ordine e la chiusura spontanea di alcune piattaforme come per esempioBtjunkie, secondo una recente rilevazione di DeepField Networks il fenomeno del P2P sarebbe ben lontano da manifestare delle flessiioni.


Tale tendenza sarebbe dovuta in particolare alla presenza in Rete di numerose alternative, in pratica, la chiusura di alcuni portali avrebbe avuto come unica conseguenza quella di ridistribuire le utenze presso altre piattaforme che godrebbero, almeno per ora, di ottima salute.

Insomma, dopo un iniziale periodo caratterizzato da una sorta di panico generalizzato (ma forse sarebbe meglio definirlo come un semplice “spaesamento”) la popolatissima community degli sharers si sarebbe velocemente riorganizzata.

IPAD 3 rumors

Il blog giapponese Macotakara ha fatto sapere, grazie ad alcune fonti ritenute affidabili e vicine ai fornitori asiatici, che il futuro Apple iPad 3 verrà sia presentato che commercializzato sul mercato mondiale nel corso del prossimo mese di Marzo.

Non si tratterebbe certo di una sorpresa, visto che anche i precedenti modelli di iPad sono stati svelati proprio in tale mese. La novità, sempre secondo il blog, è che la casa di Cupertino avrebbe organizzato anche per febbraio un evento stampa, ma che non riguarderebbe un nuovo prodotto.

Alcune indiscrezioni vedono possibile la presentazione imminente di un servizio legato ad iCloud oppure iBooks. Secondo però quanto dichiarato dal giornalista Jim Dalrymple dell’autorevole The Loop, la Mela non ha in programma alcuna conferenza per il mese di Febbraio.

Ciò che è certo è che l’azienda statunitense non ha intenzione di lasciare campo libero alla concorrenza Android, visto che nel corso della fiera Mobile World Congress 2012 (27 Febbraio – 1 Marzo) moltissimi produttori presenteranno ai giornalisti le loro nuove proposte in ambito tablet PC

Mark Zuckerberg è il prossimo Steve Jobs?

facebook

Se Facebook otterrà un’IPO 100 miliardi di dollari, il social network da 850 milioni di utenti varrà 26.9 volte le vendite degli ultimi 12 mesi. Sarà la nona società hi-tech per capitalizzazione di Borsa

Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook, ha deciso che si ridurrà lo stipendio a un solo dollaro l’anno, come Steve Jobs. Ma le affinità con l’ex Ceo e co-fondatore di Apple, non finiscono qui. Facebook ha ridefinito la social era del computing: Facebook è più un modo di connettere le persone che un business. Secondo WPP, Mark Zuckerberg ha un “approccio evangelico all’advertising“: vede Facebook “come un veicolo per aprire la comunicazione e non per monetizzare“. Secondo Reuters a febbraio Facebook potrebbe presentare nuovi prodotti advertising soprattutto in ambito Mobile. Si dice che il successo della pubblicità su Facebook potrebbe metterla addirittura in competizione con l’advertising Tv.

Facebook con i suoi 3200 dipendenti sul mercato secondario è già valutata 94 miliardi di dollari. In attesa dell’Ipo è una valutazione “alta”. Se all’IPO verrà valutata fra 75 – 100 miliardi di dollari, il social network di Menlo Park sarà la nona società hi-tech per capitalizzazione di Borsa: la prima, in assoluto, è Apple con oltre 400 miliardi di dollari di valutazione, ha superato anche Exxon Mobil.

Se Facebook otterrà una capitalizzazione da 100 miliardi di dollari, secondo Bloomberg, varrà 26.9 volte le vendite degli ultimi 12 mesi, più del doppio di Google quando sbarcò in Borsa nel 2004. I ricavi di Facebook l’anno scorso si sono impennati dell’88% a 3.71 miliardi di dollari, mentre i profitti sono schizzati due terzi a 1 miliardo di dollari tondo.

Ma, secondo Cnet, Facebook vale 200 miliardi di dollari, come tutte le aziende che hanno ridefinito l’era del computing, e Zuckerberg l’ha ridefinita in chiave social. IBM ha rinnovato il computing, dal mainframe ai servizi. Microsoft ha aggiornato il software dei Personal computer ed ora domina i desktop e server basati su microprocessori. Google è emersa come l’azienda del computing nell’era Internet. E non è un caso che tutti questi colossi sono da oltre 200 miliardi di dollari di capitalizzazione. Tre quarti del fatturato di Apple arrivano dal Mobile, e – come regina del Mobile computing- Apple è valutata oltre 400 miliardi di dollari. Insomma, se 100 miliardi di valutazione vi sembrano tanti, Facebook potrebbe aspirare a raddoppiare a 200 miliardi di dollari, dopo essere sbarcata a Wall Street.

Ajay Bhalla, di Global Innovation alla Cass Business School, ritiene che Zuckerberg si avvii ad essere il “prossimo Steve Jobs”: “(…) Quando le aziende guidate dal proprio fondatore avviano il processo di IPO spesso mantengono il “privilegio del fondatore”, specialmente quando il fondatore opta per mantenere il controllo, anziché diluirlo. Questo significa che, mantenendo il controllo, Zuckerberg invia un segnale chiaro alle parti interessate (gli investitori ed i clienti) : l’azienda manterrà una consistente supremazia strategica. Zuckerberg sta seguendo le orme dei fondatori carismatici come Jobs, Gates, Brin e Page che, mantenendo il controllo, sono stati in grado di dirigere la propria visione strategicasenza interferenze da parte di altri azionisti maggiori. Siccome l’azienda continua ad evolversi, dalla rete a segmenti diversi, il controllo di Zuckerberg sull’ azienda continuerà a generare interesse e inviare segnali di ottima reputazione, che saranno in grado di generare maggiore ricchezza per gli azionisti di quanto sarebbe altrimenti il caso“.

Secondo comScore, Facebook detiene il 28% delle “impressions” del mercato banner Usa. Ma il social network vende le display ads a un prezzo basso. Se Mark Zuckerberg integrerà le funzionalità del social networking con le “sponsored stories” o spot che mettono in evidenza che a un amico piace un brand o un prodotto, Facebook potrà rivalutare l’advertising. Va però capito fino a che punto Facebook potrà evolvere, alzando l’asticella nell’advertising mirato senza andare a sbattere contro il muro dellenormative privacy (nel 2008 Facebook inciampò nel “caso Beacon”). L’importante, secondo WPP, è che la domanda di crescita e di fare numeri, non incida sulla creatività e sull’evoluzione della piattaforma.

Ma se Facebook troverà un giusto equilibrio, non potrà che crescere. Secondo Zenith Optimedia, l’advertising online crescerà alla media annuale del 15.9% a quota 113 miliardi di dollari nel 2014, rispetto a 84.2 miliardi di dollari (stimati per il 2012). L’online andrà alle spalle della pubblicità Tv a quota 215.7 miliardi di dollari.

Facebook è un “superbo branding medium, attualmente più adatto alle PR che all’advertising“, secondoSorrell, che prevede una “battaglia reale” fra Facebook e Google+ nel social advertising. La competizione è intensa, ma se Mark Zuckerberg muoverà le pedine giuste sulla scacchiera, Facebook avrà grandi opportunità.

Ajay Bhalla, di Global Innovation alla Cass Business School, ritiene che Zuckerberg si avvii ad essere il “prossimo Steve Jobs”: “(…) Quando le aziende guidate dal proprio fondatore avviano il processo di IPO spesso mantengono il “privilegio del fondatore”, specialmente quando il fondatore opta per mantenere il controllo, anziché diluirlo. Questo significa che, mantenendo il controllo, Zuckerberg invia un segnale chiaro alle parti interessate (gli investitori ed i clienti) : l’azienda manterrà una consistente supremazia strategica. Zuckerberg sta seguendo le orme dei fondatori carismatici come Jobs, Gates, Brin e Page che, mantenendo il controllo, sono stati in grado di dirigere la propria visione strategicasenza interferenze da parte di altri azionisti maggiori. Siccome l’azienda continua ad evolversi, dalla rete a segmenti diversi, il controllo di Zuckerberg sull’ azienda continuerà a generare interesse e inviare segnali di ottima reputazione, che saranno in grado di generare maggiore ricchezza per gli azionisti di quanto sarebbe altrimenti il caso“.

news: Asus Eee Pad Transformer Prime 2012

 Asus Eee Pad Transformer Pri201

Asus propone il suo tablet con Android 4.0 e tastiera. Punti di forza sono la cpu Nvidia Tegra 3 quad-core e l’autonomia fino a 18 ore il tutto a un prezzo equilibrato di 599 euro, manca solo il 3G

Non è il primo e non sarà l’ultimo Eee Pad Transformer, e infatti questo Prime TF201 segue il modello TF101 (potete vedere qui la sua video prova) e precede il TF700 che dovrebbe arrivare solo verso metà 2012 (con il display Full HD). Eee Pad Transformer Prime è un tablet compiuto che non lesina soddisfazioni, a partire dal prezzo di 599 euro per il modello da noi provato con 32 Gbyte di memoria.

Transformer Prime TF201 non è però disponibile con il 3G (almeno nel nostro paese) e quindi per navigare dovete avere attiva una connessione Wifi di qualche tipo, via tethering magari. Invece chiariamo subito che la capacità di memoria da 32 Gbyte, di per sé limitata, può essere estesa tramite schedine microSD. Eee Pad Transformer Prime funziona con 1 Gbyte di Ram, e con il processore Nvidia Tegra 3 Quad-Core. Insieme riescono a offrire prestazioni buone per giocare (non si può mancare una visita alla TegraZone dove si trovano applicazioni ottimizzate per sfruttare perfettamente la Cpu) e, chi lavora, non percepirà rallentamenti fastidiosi né sfruttando Polaris Office precaricato, tantomeno usando la posta elettronica e il browser che supporta flash. Il display IPS+ da 10 pollici (1.280×800 la risoluzione dietro il vetro Corning Gorilla) permette di stare con il display acceso senza sacrifici, l’angolo di visuale è di 178 gradi, come promette la tecnologia; l’utilissima tastiera fa decisamente la differenza rispetto a tante altre offerte, senza accennare ancora per nulla sistema Android 4.0 che si trova preinstallato senza bisogno di update che forse arriveranno e forse no (si percepisce il nostro disappunto per la politica di alcuni vendor?). Il tablet, nella sua scocca robusta di metallo, si innesta nel connettore in modo molto semplice e a questo punto avete a disposizione sia la batteria della base, sia quella del tablet, che da essa può venir ricaricato per complessive circa 18 ore di lavoro, a patto di non insistere con le applicazioni multimediali e il Gps.

SAMSUNG :SPOT SFOTTO’ SULL’IPHONE

Come già anticipato da tempo, Sasmung ha trasmesso una serie di spot durante il Supoer Bowl andato in scena la scorsa notte negli Stati Uniti. Tutti gli spot seguono la linea di quelli realizzati nei mesi scorsi e prendono in giro i clienti Apple che sono in fila per acquistare un iPhone.

Tra i vari spot, è stato messo in onda quello dedicato al Samsung Galaxy Note. Lo scopo dell’azienda, come affermato dal capo marketing di Samsung, è quello di prendere di mira la Apple e creare un collegamento più emotivo con i propri consumatori.

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